Banchetto per l'incoronazione a Milano

Il nuovo allestimento del trionfo da tavola di Milano consente di cogliere la sontuosità di un banchetto per l’incoronazione, sia nella sua estensione spaziale che nei minimi dettagli dell'esecuzione artistica. Il monumentale trionfo da tavola in bronzo dorato a fuoco fu realizzato a partire dal 1836 per l'incoronazione dell'imperatore Ferdinando I a re del Regno Lombardo-Veneto a Milano.

Durante il precedente dominio napoleonico, Milano, centro politico dell'Italia settentrionale, aveva vissuto un'epoca di rappresentanza di corte deliberatamente improntata al modello francese. In occasione delle cerimonie d'incoronazione del nuovo sovrano asburgico, si intendeva dare un segnale culturale che superasse lo splendore del governo precedente. Il trionfo da tavola milanese, che presenta una sequenza continua di specchi lunga 30 metri quando tutti i suoi elementi sono assemblati, ne offre un'imponente testimonianza.

L'amministrazione centrale imperiale di Vienna commissionò il trionfo da tavola al fonditore di bronzo milanese Luigi Manfredini. Manfredini, che aveva in precedenza eseguito incarichi per la corte napoleonica, si inserì dal punto di vista stilistico senza soluzione di continuità nel classicismo francese. La cornice degli specchi è ornata da statuine di danzatrici che riprendono le sculture di Antonio Canova. Il programma iconografico allegorico del gruppo centrale del trionfo da tavola richiama riferimenti locali: vi sono raffigurate la Lombardia con la corona muraria e la personificazione del Veneto con il corno dogale e il leone di San Marco.

In diverse occasioni preziosi servizi da tavola furono trasferiti da Milano a Vienna; così avvenne anche per il trionfo da tavola nel 1857. Per dare un’idea di un banchetto imperiale alla Hofburg, la tavola è apparecchiata con una sequela di coperti corrispondenti alle diverse portate, dagli antipasti al dessert. Alcuni banchetti comprendevano soltanto otto portate, mentre in quelli più elaborati se ne servivano persino ventiquattro. Di norma i trionfi da tavola in bronzo dorato non erano corredati da un servizio da tavola proprio; durante i banchetti venivano pertanto abbinati a servizi autonomi, possibilmente in armonia dal punto di vista stilistico.

Il Grand Vermeil, il più importante servizio di gala della Camera delle Argenterie, trova qui piena espressione grazie alla sua straordinaria versatilità. I primi pezzi, realizzati nel 1808 a Parigi da Martin-Guillaume Biennais, giunsero anch'essi a Vienna passando per Milano, tuttavia già nel 1815. Gli argentieri viennesi Mayerhofer e Klinkosch ampliarono il servizio e lo aggiornarono progressivamente, integrandolo con nuove posate speciali e ulteriori tipologie di vasellame. Per le tavole di gala, in armonia con il Grand Vermeil, il vetraio e fornitore della corte imperial-regia Ludwig Lobmeyr progettò gli eleganti bicchieri in vetro mousselin, caratterizzati da un sottile bordo dorato.