Il servizio di piatti fiorati

Per quasi un secolo, questi piatti con decoro floreale conferirono ai dessert dei banchetti imperiali una vivace nota di colore.

I piatti fiorati della Manifattura Imperiale di porcellane figurano tra gli esempi più celebri dell'arte della porcellana viennese conservati nella collezione imperiale. Durante i banchetti, erano utilizzati come piatti da dessert. Grazie alla loro decorazione individuale e alla vivacità delle raffigurazioni floreali policrome, che occupano l'intero cavetto del piatto, conferivano alla conclusione del banchetto un suggestivo effetto visivo.

La prima serie di piatti, la cui produzione ebbe inizio nel 1818, presentava un fondo scuro. Dal 1827 si aggiunsero piatti floreali con fondo bianco. Per quasi un secolo, la Camera delle Argenterie continuò a ordinarne nuovi esemplari; la collezione comprende tuttora circa 300 piatti fiorati.

Otto vetrine presentano diversi ambiti tematici che documentano i molteplici aspetti e gli svariati interessi della corte imperiale legati ai piatti con decoro floreale. L'allestimento museale permette di scoprire le diverse specializzazioni dei pittori di fiori, l'influenza degli studi contemporanei dal vero di piante autoctone ed esotiche, le preferenze personali dell'imperatore Francesco I/II, appassionato di giardinaggio, e l'evoluzione della pittura su porcellana nella Manifattura Imperiale, sulla falsariga dei soggetti floreali.

Un fascino immutato esercitano i piatti decorati con flora brasiliana. I motivi si ispirano agli studi botanici dal vero realizzati da Johann Pohl durante la spedizione austriaca in Brasile. La spedizione accompagnava la giovane arciduchessa Maria Leopoldina, appassionata di scienze naturali, nel viaggio che la conduceva verso il promesso sposo, l'erede al trono Dom Pedro. Nel 1822, con il nome di Leopoldina, firmò la dichiarazione d'indipendenza e passò alla storia come imperatrice del Brasile.