I trionfi da tavola illuminati

Durante i banchetti serali, i trionfi collocati in posizione centrale conferivano alla tavola un magnifico apparato decorativo e una splendida illuminazione. I numerosi banchetti della corte viennese hanno lasciato un'eredità duratura: una ricca collezione di trionfi da tavola in bronzo dorato provenienti da Parigi e Vienna.

Il Museo delle Argenterie conserva una straordinaria collezione di trionfi da tavola in bronzo di diversa tipologia. Durante i banchetti serali, in assenza di luce naturale, le tavole venivano illuminate dai candelabri. I trionfi da tavola in metallo e, soprattutto, i vassoi a specchio riflettevano la luce delle candele, accrescendo lo splendore delle tavole apparecchiate. Intorno al 1800 a Parigi, centro della fusione artistica del bronzo, prese avvio la moda dei trionfi da tavola in bronze doré. A Vienna si affermarono soprattutto Johann Danninger e successivamente la ditta Hollenbach.

Diversi trionfi da tavola in stile Impero del Museo delle Argenterie, realizzati in stile neo-egizio, rispecchiano la vera e propria mania per l’antico Egitto scatenata dalla campagna d'Egitto di Napoleone del 1798-1801. I trionfi da tavola non recano marchi di fabbrica. Non è stato finora chiarito se essi provengano dalla corte asburgica del Regno Lombardo-Veneto oppure se furono realizzati dal «bronzista di corte» Johann Georg Danninger, antesignano della produzione di ornamenti da tavola in bronzo a Vienna.

Il Trionfo da tavola francese all'antica, caratterizzato da elementi neorinascimentali di impianto scultoreo, è composto esclusivamente da specchi e fu commissionato a Parigi nel 1838 per l'imperatore Ferdinando I. Non si conosce il nome del maestro argentiere che lo eseguì. Fino all'incoronazione restava pochissimo tempo per la progettazione, per cui non si poteva pretendere che i bronzisti locali riuscissero a produrre per tempo un trionfo da tavola sontuoso di tale magnificenza. Alcuni anni più tardi, nel 1843 e nel 1846, il bronzista della corte viennese Johann Danninger realizzò ulteriori specchi della stessa forma a integrazione degli elementi di provenienza parigina.

I trionfi da tavola in bronzo più antichi della corte viennese erano concepiti per tavole con numerosi commensali. Nel 1856 l'arciduchessa Sofia, madre dell'imperatore Francesco Giuseppe I, commissionò il Trionfo da tavola arciducale, adatto anche a ricevimenti più ristretti, da 10 a 60 invitati. I primi elementi, decorati con draghi ed eseguiti in base ai disegni di Josef Storck, furono realizzati dalla manifattura di bronzi David Hollenbach. Le parti del trionfo da tavola prodotte con procedimento industriale nel 1856 si distinguono per l'elevatissima qualità della lavorazione. Hollenbach presentò lo specchio circolare con il relativo elemento centrale all'Esposizione Universale di Parigi del 1867, ottenendo la medaglia d'oro.

Poiché il Trionfo da tavola arciducale, grazie ai suoi elementi di diverse dimensioni, poteva essere assemblato modularmente, fu utilizzato di frequente e venne persino ampliato in occasione delle nozze del principe ereditario Rodolfo nel 1881. Gli elementi più recenti, realizzati dai nipoti di Hollenbach, Ed. & F. Richter, presentano un repertorio più ampio di decorazioni grottesche e si riconoscono per la presenza di chimere. Ancora oggi il Museo delle Argenterie mette a disposizione alcuni elementi del trionfo da tavola in occasione di visite di Stato di particolare rilievo.